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Unità Pastorale di Campagnola e Cognento


Nella speranza siamo stati salvati
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Campagnola Emilia - Via Nasciuti, 1
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Cos'è la S. Vincenzo?

GRAZIE FEDERICO – UN “GIOVANE” DI 200 ANNI!

Il 2013 è un anno molto importante per la nostra Associazione: festeggia infatti il bicentenario della nascita del Beato Federico Ozanam che nel 1833, insieme ad altri giovani amici, ha fondato la prima Conferenza della San Vincenzo.
CHI E’ ANTONIO FEDERICO OZANAM?
Antonio Federico Ozanam nasce a Milano, il 23 aprile 1813, da famiglia lionese, che vi risiedeva negli ultimi anni dell’impero napoleonico e che ritorna a Lione nel 1815.
Nel 1831 si trasferisce a Parigi, dove all’Università della Sorbona segue i corsi prima di diritto e poi di lettere ed entra in contatto con il mondo culturale e politico della grande città. Consegue il dottorato in entrambe le facoltà.
Egli, il 23 Aprile del 1833, appena ventenne (compiva gli anni proprio quel giorno), era tra quei sei giovani studenti universitari che, nella redazione de “La Tribune Catholique”, in rue Petit Bourbon al n. 18 a Parigi, con il prof. Emanuel Bailly, docente universitario e proprietario del giornale, diedero vita alla Conferenza di carità, il nucleo originario di quella che nel 1845 sarebbe diventata la Società di San Vincenzo De Paoli.
Iniziò così la storia di una nuova Associazione di ispirazione cristiana in un’epoca tormentata ed inquieta della società francese ed europea. Una storia che continua ancora oggi nei cinque Continenti, in oltre 148 Paesi del mondo. Gli amici sono diventati oltre 750 mila, riuniti in quasi 45 mila Conferenze di San Vincenzo De Paoli.
Una lapide fu posta nel 1856 a ricordo di questo evento e in essa era scritto: “ Qui il 23 Aprile 1833, Emanuel Bailly, Federico Ozanam e cinque loro amici studenti fondarono la Società di San Vincenzo De Paoli”.
Partiamo dunque da lontano per capire l’humus, l’alveo nel quale è germinata e si è sviluppata la Società di San Vincenzo, per valorizzare la ricchezza di un’opera che prosegue da 180 anni. Chi sono, dunque, i fondatori e quali motivi li spinsero a fondare la Conferenza di carità? Potremo dire così: sono un gruppo di giovani amici universitari, ferventi laici cattolici.

Sono giovani

Alla prima riunione erano presenti in sette:
1) Emanuel Bailly, professore di filosofia, coniugato, di anni 40;
2) Paul Lamache, anni 22, studente di Diritto. Proveniva da St. Mere l’Eglise;
3) Felix Clavè, anni 22, studente di Lettere. Provenienza Tolosa;
4) August Le Taillandier, anni 22, studente di Diritto, proveniente da Rouen. Fu sua l’idea di organizzare, al posto delle Conferenze di storia, “un altro genere di riunioni dove le lotte e le controversie fossero composte insieme e unicamente di opere buone”;
5) Jules Devaux, di anni 21, studente in Medicina, proveniente da Colombières;
6) Frederic Antoine Ozanam, di anni 20, studente di Diritto, proveniente da Lione;
7) Francoise Lallier, il più giovane, di anni 19, studente di Diritto, proveniente da Joigny. Nel 1835 gli venne affidato il compito di preparare il primo Regolamento e nel 1837 divenne Segretario generale della Società.
Sei giovani studenti universitari ed un professore, animati da profondi sentimenti evangelici e da un grande amore per la Chiesa. Nella sua ultima circolare da Presidente della Società prima delle dimissioni, il professor Bailly scrive: “L’opera della Società di San Vincenzo è stata iniziata da alcuni giovani e per i giovani”. Questa era stata l’intuizione di Le Taillandier, discorrendo con Lallier e sin dall’inizio lo stesso Ozanam sognava una grande opera composta di giovani che difendessero i valori cristiani e dessero vita ad una vera azione sociale per alleviare le pene delle classi povere.

Sono un gruppo di amici

Una decina di noi, scrive Ozanam nel 1833 all’amico Ernest Falconnet, stretti da più intimi legami di mente e di cuore, si considerano amici intimi che non hanno nulla di segreto, che si aprono il cuore a vicenda, per dirsi le loro gioie, le loro speranze e le loro tristezze”. Da questo gruppo di amici usciranno i primi confratelli che daranno vita alla Conferenza di carità.
Scrive Ozanam al prof. Bailly: “Bisognava formare un’associazione di mutuo incoraggiamento per i giovani cattolici, dove si trovasse amicizia, sostegno, esempi. Ora il legame più forte, il principio di una vera amicizia, è la carità e la carità non può esistere senza spandersi all’esterno; è un fuoco che si spegne in mancanza di alimenti e l’alimento della carità sono le opere buone. Se noi ci diamo appuntamento sotto il tetto dei poveri, serve più a noi che a loro, per diventare migliori e più amici”. L’amicizia divenne una dimensione fondamentale della vita della Conferenza.

Sono studenti universitari

Quando Ozanam giunge a Parigi il 5 Novembre 1831 per compiere gli studi di Diritto, il mondo della cultura era, e sarebbe rimasto per molti decenni, indifferente alla religione o addirittura ad esso avverso. Anche l’Università, in questo contesto storico, era animata da un’aperta ostilità da parte di studenti e professori contro il cristianesimo e la Chiesa Cattolica. La fede cristiana era considerata come “un simulacro ipocrita, un formulario assurdo”.
Ozanam, unito ad un gruppo di amici, animati dallo stesso ideale religioso, prende aperta posizione, senza timore. Nascono le “Conferenze di storia” sotto la guida del prof. Bailly ed erano finalizzate ad aiutare gli studenti universitari a rispondere alle obiezioni che venivano loro fatte dai loro professori contro la Chiesa. Dalle Conferenze di storia si passerà poi alla Conferenza di carità: dalle discussioni accademiche si passerà alle azioni concrete, per mostrare come i cristiani, oltre a parlare, sapevano tradurre la fede in opere. La “Conferenza” diverrà così una delle forme, insieme alla “visita”, in cui si esprime il carisma, la vocazione e la missione vincenziana.

Sono dei laici cattolici

Una grande intuizione di Ozanam e dei suoi giovani amici universitari, fu riconoscere il ruolo dei laici, in un’epoca in cui proporre questo discorso appariva inconcepibile, incanalando le forze di uomini e donne di fede sul sociale, verso le classi più povere e disagiate e farlo in forma organizzata. La laicità è dunque uno dei caratteri fondamentali della Società di San Vincenzo. Così Ozanam ai presidenti delle Conferenze e dei Consigli, nel 1847: “La Società di San Vincenzo è una società cattolica ma laica, umile ma numerosa, povera ma carica di poveri da sollevare. Ha una grande missione da compiere per il risveglio della fede, per il sostegno della Chiesa, per la tregua degli odi che dividono gli uomini”.
Possiamo concludere con le parole che Giovanni XXIII pronunciò l’8 maggio 1960 in una udienza ai vincenziani di Roma: “Quei buoni giovani che a Parigi all’inizio del secolo XIX pensavano di poter convertire il mondo e ricondurre a Dio i loro coetanei erranti discutendo sulla verità della dottrina cristiana e sui principi morali, ma ottenendo ben poco, ottennero invece un felice risultato, quando, con l’iniziativa di Federico Ozanam, decisero di dedicarsi sopra ogni cosa alle opere di carità nel nome di San Vincenzo e di S. Luisa de Marillac, dando inizio ad un nuovo inno di cristiana beneficienza”.
Federico Ozanam si fidanzò con la bella Amelia che sposò il 23 Giugno 1841 nella Chiesa Parrocchiale di San Nizier a Lione. Visse insieme alla moglie 12 anni ed ebbe una figlia, Maria.
L’8 settembre 1853, festa della Natività della B. V. Maria, morì a Marsiglia ad appena 40 anni.
Venne beatificato da Giovanni Paolo II nella Cattedrale di Notre Dame a Parigi il 22 Agosto 1997 nel corso della XII GMG.

La San Vincenzo a Campagnola Emilia

Dai documenti risulta che il Consiglio Generale della Società femminile di S. Vincenzo de Paoli di Bologna ha aggregato alla Società la Conferenza dei SS. Gervasio e Protasio di Campagnola il 20 aprile 1948.
L'opera fondamentale della S. Vincenzo è la visita ai poveri a domicilio. Attualmente agisce in collaborazione con Emmaus e Caritas Parrocchiale.
Tra le varie attività promosse vi sono: il Pellegrinaggio/Gita nel mese di Maggio, una Tombola molto partecipata, vendita di vari fiori e nella ricorrenza dei defunti il fiore della solidarietà.
Queste iniziate servono per finanziare varie necessità locali e non solo.
È un'opera laica attualmente composta da 5 socie che seguono regolarmente il cammino spirituale proposto dalla S. Vincenzo di Reggio Emilia.