Site logo

Unità Pastorale di Campagnola e Cognento


Nella speranza siamo stati salvati
Bellezza

Solo la profezia salverà il mondo

solo_la_profezia_salvera_il_mondo


Sac. Carlo Sacchetti

Interrompiamo il commento all’intervista di Papa Francesco a P. Spadaro S.I. per fare una riflessione sul Natale.

In questo periodo ho letto alcuni testi di G. K. Chesterton e vorrei partire da lui per introdurre la nostra riflessione. Nella sua Autobiografia scrive:

«Un fenomeno scientifico macroscopico mi interessava quando era su piccolissima scala. Era il microscopio ad attrarmi, non il telescopio. Nell'infanzia, non fui affatto scosso nell'apprendere che c'erano stelle su cui non si posava mai il sole, non più di sapere, da adulto, che su certi imperi non tramontava mai. Un impero senza tramonti non mi interessava. Ma ero invece affascinato ed elettrizzato nel guardare dentro un forellino un minuscolo cristallo, non più grande di una capocchia di spillo, e vederlo cambiar forma e colore come in un tramonto in miniatura».

Saper riconoscere la grandezza e la bellezza in ciò che è nascosto e appassionarsi per ciò che è piccolo. Questo è il Natale! Vi è una sapienza in questa Festa che rischiamo di ignorare. Aspettiamo che venga il regno di Dio quando lo abbiamo proprio dietro la porta. Sì perché Dio si è fatto carne e ci ha portato il Figlio sulla terra. L’Ascensione non è stato il tornare al cielo di Dio, ma l’indicare all’uomo che il mondo, dopo l’Incarnazione e il Mistero Pasquale non è più lo stesso. Neanche tu uomo sei più lo stesso! Neanche io sono più lo stesso! Occorre saper cercare, occorre saper guardare con il “microscopio”, carichi della passione che solo il cuore dell’uomo può avere. Non lasciamo che ci portino via la grandezza e bellezza che il Signore ci ha donato.

Questo nostro mondo, questa nostra terra, questa nostra umanità è stata abbracciata da Dio in un modo così forte che nessuno riuscirà a distinguerla più da Lui. Anche quando inciampiamo nel peccato, anche lì, troviamo il Padre misericordioso che guarda con fiducia la strada. Lui conosce suo figlio e sa che è lì che lo rincontrerà. Non dobbiamo aspettare da fuori o dal futuro quello che ormai è già. Certo il mondo di cui parlo è quello redento dal Cristo, svegliato dalle Sue grida di bambino, calpestato dai Suoi viaggi, bagnato dal Suo sudore, dalle Sue lacrime di amicizia e dal Suo sangue. In questo sta il “già e non ancora” di cui parlano i teologi.

Continua…
Comments