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Unità Pastorale di Campagnola e Cognento


Nella speranza siamo stati salvati
Conversione

Per iniziare bene la Quaresima...

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Sac. Carlo Sacchetti

Il 14 febbraio scorso Papa Francesco ha consegnato 19 berrette cardinalizie ad altrettanti neoporporati dei cinque continenti (il ventesimo della lista, il colombiano Pimiento Rodriguez, non è potuto venire a Roma per ragioni di età avanzata).
I cardinali ora sono 227. 125 gli under 80 quindi votanti in un eventuale conclave. In essi troviamo le prime porpore per Tonga, Capo Verde Myanmar e Panama. Compare chiaro un orientamento che porta ad avere meno Europa e più “periferie del mondo”.

Vi scrivo queste cose perché vorrei che conoscessimo sempre meglio la “nostra” Chiesa. In molte occasioni vi ho esortato a non restringere la Chiesa al Clero. Il “Popolo di Dio” è formato da tutti i credenti e ognuno di noi è chiamato a sentirsi parte viva e attiva della Chiesa. Essa è una grande famiglia che spesso rischiamo di vedere solo nei suoi lati ambigui, fragili, organizzativi e gerarchici, e tutto questo ci porta a sentirci estranei ad essa e capaci di critiche anche feroci.
Rileggendo l’omelia di Papa Francesco, nella quale si rivolge ai neo Cardinali, si respira tutta la freschezza e tenerezza, unita a grande serietà e responsabilità, di ciò che rappresenta il codice esistenziale di chi riveste importanti responsabilità di governo nella Chiesa. Il Papa richiama l’inno alla Carità come “cifra spirituale” della vita del Cardinale. Ripercorriamo alcuni passaggi di questa omelia pensando che la maggior parte di questi cardinali vive questi valori, o comunque ogni giorno cerca di incarnarli nella sua vita, con serio e responsabile impegno. Sì perché è facile scagliarsi sul singolo che sbaglia dimenticando i molti fedeli che servono quotidianamente chi è loro affidato. È giusto condannare l’errore, che nel caso di persone che hanno incarichi così importanti acquista una gravità maggiore, ma sempre tenendo presente l’insieme ed evitando generalizzazioni che allontanano da una visione onesta e vera. Inoltre penso che queste indicazioni possano servire ad ogni credente e quindi possano rappresentare meditazioni utili per tutti noi. Non dimentichiamo ciò che disse S. Agostino nel suo discorso 340 in occasione dell’anniversario della sua ordinazione: «Per voi infatti sono vescovo, con voi sono cristiano».

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Il povero ci trasforma

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Sac. Carlo Sacchetti

Eccoci alla conclusione di questa bella testimonianza di Jean Vanier:

«All’ARCA viviamo tutti insieme, con gli Armando, i Raphael, i Philippe, in case piccole, inserite nei quartieri; è una vita molto umana e molto semplice. Non facciamo nulla di grande, ma impariamo a vivere umanamente. Non siamo persone che corrono a destra e a sinistra, in questo mondo di tecnologia e di lavoro; cerchiamo di scoprire che cosa significa vivere come esseri umani. Vivere il pranzo, vivere il perdono, vivere la celebrazione, scoprire che per essere pienamente umani dobbiamo lasciare scendere lo Spirito Santo nella nostra umanità, perché vivere umanamente è amare, accogliere la differenza, lasciare un mondo di competizione per entrare nel corpo e dare voce a chi non ha voce. FEDE E LUCE e l'ARCA sono delle comunità dove si riuniscono occasionalmente, le persone con handicap, con i loro genitori, con i loro amici, sono comunità dove fare quest'incontro nel nome di Gesù.
Io spero che ognuno di voi possa scoprire il segreto del Vangelo che è significato anche in questa piccola storia che uno dei responsabili dell'ARCA mi ha raccontato non molto tempo fa. Mi ha detto questo: "Mia madre è stata colpita dal morbo di Alzheimer ed è diventata molto povera e molto piccola. Lei non può neppure lavarsi i denti da sola, non può mangiare da sola. E' così piccola e bella nella sua piccolezza. Ma vorrei parlarvi del mio papà . Mio padre era un uomo molto potente, era un uomo d'affari e faceva molti affari, era molto efficace ed efficiente, ma, quando mia madre si è ammalata, si è rifiutato di metterla in ospedale. Ora è lui che si occupa della mamma. Ma quello che è straordinario è che mio padre si è trasformato: è lui che lava i denti alla mamma, è lui che le dà da mangiare. Invece di un uomo potente ed efficace, di un uomo pieno di progetti, lui è diventato un uomo di una tenerezza straordinaria". E' evidente che Dio era presente nel mistero di questa coppia. Il povero ci disturba, ci disturba profondamente, ma il povero ci trasforma e ci rivela il cuore di Cristo».

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