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Unità Pastorale di Campagnola e Cognento


Nella speranza siamo stati salvati
Vita

La scizofrenia dell'Europa

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Sac. Carlo Sacchetti

La riflessione che vorrei proporvi oggi è in continuità con l’ultima che ho scritto all’inizio dell’anno. In essa cercavo di evidenziare che si può parlare di libertà solamente quando si pone al centro la persona, la sua tutela e promozione. Quando in nome della libertà si calpesta ciò che per molte persone è vita - la religione o le profonde convinzioni che orientano l’esistenza - ci si incammina in una via fatta di bassa demagogia, che sfociando in riduzionismi di parte coglie solo alcuni aspetti della persona e della realtà perdendo di vista l’intero.

Una chiara dimostrazione di quanto appena affermato la ritroviamo nello scorso gennaio dove l’Europa che era scesa in piazza per la grande manifestazione di Parigi domenica 11 gennaio, il lunedì successivo ha deliberato - a seguito del recente parere favorevole dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) - che la cosiddetta “pillola dei 5 giorni dopo”, anche nota col nome commerciale di EllaOne, dev’essere liberamente acquistabile in farmacia senza ricetta.

Cerchiamo di spiegare in poche parole, per i non addetti, di cosa si tratta. La Hra Pharma, l’azienda francese che produce EllaOne, da sempre insiste sull’effetto semplicemente «antiovulatorio» del farmaco: la pillola agirebbe cioè soltanto prevenendo o ritardando l’ovulazione ma non interrompendo la gravidanza, per quanto appena iniziata. E sulla base di queste indicazioni non proprio imparziali l’Ema prima e la Commissione europea ora hanno espresso il loro giudizio. Peccato che la documentazione scientifica sul farmaco (studio Brache del 2010) dimostri altro.
È interessante constatare che nel 2009 la stessa HRA (l’azienda francese che produce EllaOne) segnalava che la pillola dei 5 giorni dopo possa essere assunta anche per abortire, e questo ben oltre i cinque giorni dopo il presunto “rapporto a rischio”. Come è possibile per un antiovulatorio? Semplice: il principio attivo del farmaco, l’ulipristal acetato, e il miferpistone (per intenderci, il contenuto della Ru486) sono equivalenti, come lo stesso documento dell’Ema spiega a pagina 10. «Con le dovute proporzioni, s’intende – spiega Bruno Mozzanega, professore aggregato di Ginecologia dell’Università di Padova e presidente della Società Italiana Procreazione Responsabile –. Per abortire fino (almeno) a sette settimane bastano 200 mg di Ru486, i quali equivalgono, quanto a efficacia sull’endometrio, a 200 mg di ulipristal non micronizzato». E visto che EllaOne contiene 30 mg di ulipristal micronizzato (che corrisponde a 50 mg non micronizzato), ecco che con quattro compresse si ottiene un dosaggio equivalente ai 200 mg di Ru486. Altro che contraccezione.

Continua…
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